02/11/2011
Nessuno Tocchi Caino/Consegnato il Premio all'Abolizionista dell'anno
| Scritto da Redazione | |
| Sabato 29 Ottobre 2011 09:57 | |
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Tsakhia Elbegdorj è stato il fondatore del Mongolia’s Liberty Center per i diritti umani e la libertà d’espressione e ha contribuito alla stesura della nuova Costituzione grazie alla quale la Mongolia è divenuta il primo paese costituzionalmente democratico dell’Asia centrale. Nel 2009 ha vinto le elezioni come candidato del Partito Democratico, divenendo il primo presidente della Mongolia a non essere stato membro del Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo. «La sua storia politica - ha detto D'Elia - è una riprova di come l’abolizione della pena di morte coincida con la battaglia per l’affermazione della democrazia e dello stato di diritto e rafforza anche le nuove prospettive di azione di Nessuno tocchi Caino in Asia, un continente dove si pratica la quasi totalità della pena di morte nel mondo e finora impenetrabile all’iniziativa abolizionista». Il premio “l’Abolizionista dell’anno 2011” vuol essere un riconoscimento alla personalità che più di ogni altra si è impegnata sul fronte della moratoria delle esecuzioni capitali e dell’abolizione della pena di morte. R. P. |
17:04
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LICENZIARE PER CRESCERE? FORSE SI'
| Scritto da Renato d'Andria |
| Sabato 29 Ottobre 2011 09:41 |
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In un mercato del lavoro flessibile, libero dalle imposizioni del passato, in primis quella di mantenere a vita anche personale di scarsa efficienza o produttività, il “posto fisso” lo fa il lavoratore. Nel senso che è interesse delle aziende rinnovare contratti e valorizzare le posizioni di coloro che si dimostrano dotati, nel tempo, dei requisiti di affidabilità e capacità, avendo per giunta acquisito un capitale prezioso per l’impresa stessa, vale a dire l’esperienza maturata sul campo. Insomma, la tanto “odiata” flessibilità – e, quindi, precarietà vera del lavoro – riguarda esclusivamente coloro che non intendono o non possono soddisfare ai livelli richiesti dalle proprie mansioni, di qualunque natura esse siano. Renato d'Andria |
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19/09/2011
L'INTERVENTO DI OLIVIERO BEHA (Renato d'Andria)
Lunedì 19 Settembre 2011 09:24
L'Intervento di Oliviero Beha, giornalista e scrittore, in preparazione al Convegno del 21 settembre.
«Affondando nella crisi più pr
ofonda dal secondo dopo-guerra, l'Italia ha bisogno di cambiare pagina come se si uscisse da una guerra civile. Con tutte le differenze ovvie del caso, oggi è indispensabile, nel passaggio epocale del nostro guado nazionale e internazionale, evadere da questa "pace incivile" che ha avvolto l'ultimo ventennio.
Nella contrapposizione tra berlusconiani e anti-berlusconiani ci siamo giocati il Paese, e lo sfascio è sotto gli occhi fin troppi presbiti di tutti. Come allora, all'epoca della Costituente, va ripensato un presente e un futuro in un mondo che cambia assai velocemente insieme a noi. (Renato d'Andria)
Memoria, identità, senso sono le tre voci diacroniche che dovrebbero rimettere in piedi il corpo di una Nazione che da troppo tempo striscia come un gasteropodo.
La realtà quotidiana ricatta una classe dirigente che ha accumulato scheletri senza soluzione di continuità ammonticchiando Prime e Seconde Repubbliche: per rovesciare la clessidra è dunque necessaria una credibilità che il potere ha smarrito da un pezzo».
OLIVIERO BEHA
Articolo preso da www.fondazionegaetanosalvemini.org
16:58
Scritto da: renatodandria3
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Tsakhia Elbegdorj, presidente della Mongolia, è stato insignito del Premio “Abolizionista dell’anno 2011”. Il riconoscimento, promosso da Nessuno Tocchi Caino del Radicale Sergio D'Elia, è stato consegnato lo scorso 17 ottobre nell'ambito di una cerimonia cui hanno preso parte, fra gli altri, Marco Pannella ed Emma Bonino.
Si sollevano le voci più diverse all'indomani della "lettera" inviata da Silvio Berlusconi a Bruxelles per garantire le nostre misure in favore della crescita. A sollevare il polverone è stata soprattutto la misura che riguarda nuove possibilità di licenziamento nelle aziende italiane. Un addio sostanziale allo Statuto dei lavoratori. Tuonano le rappresentanze sindacali, Cgil in testa, mentre sul versante opposto una personalità come il Nobel Franco Modigliani dichiara: «quando le imprese non possono licenziare, non assumono, in particolare, i giovani». Il ministro Sacconi dal canto suo aggiunge che «quando un lavoratore perde il posto per la crisi, non c’è Statuto dei lavoratori che tenga, Per questo bisogna fare sì che quei licenziamenti siano più certi e trasparenti per il lavoratore».